Carbone di Binchotan per filtrare l’acqua del rubinetto, dal sogno alla realtà

Si purifica l’acqua del rubinetto con il Binchotan, o la sua versione cinese a base di carbone di bambù, venduta con molte marche.

Prima di sentire le urla in fondo alla stanza, ecco una delle mie fonti di informazione, ce ne sono molte altre: “Carbone attivo”: ha senso mettere il binchotan nell’acqua? da www.lexpress.fr

Pensate che Binchotan sia organico?

Voglio dire di sì, tanto quanto distruggere le foreste amazzoniche con il fuoco!
Purtroppo si tratta di legno di quercia bruciato ad altissime temperature (da 400 a 1200°C) per decine di ore (fino a 15 giorni!), che emette polveri sottili, CO2, fumo, per poi essere trasportato a 10.000 km di distanza e, perché no, avvolto in plastica alluminata per conservarlo.
Poi viaggerà per qualche migliaio di chilometri in camion fino al deposito o al negozio prima di arrivare a casa vostra, il che è tutt’altro che sostenibile.

L’unico aspetto biologico (a parte il fatto che si trova nei negozi biologici…) è che è più facile da riciclare di una caraffa filtrante: nel terreno si decompone.

Oh sì, è anche più bello.

Purificateur d'eau écologique LaVie

L’alternativa ecologica al carbone binchotan: LaVie

I depuratori d’acqua LaVie® UV-A funzionano senza filtri né manutenzione e consentono di depurare l’acqua del rubinetto in 15 minuti.

Utilizzano una tecnologia innovativa e brevettata, esclusiva di LaVie®: la fotolisi del cloro da parte dei raggi UV-A.

Questo trattamento consente di rimuovere il cloro e i suoi sottoprodotti, i composti chimici come alcuni pesticidi o tracce di farmaci, nonché i sapori e gli odori che si possono trovare nell’acqua di rubinetto.

Il risultato è molto qualitativo e ci permette di tracciare una linea definitiva sul consumo di acqua in bottiglia di plastica.

L’impronta di carbonio associata alla produzione del tubo di alluminio del depuratore UV viene neutralizzata in pochi giorni di utilizzo rispetto al consumo equivalente di acqua in bottiglie di plastica.

Pensate che il carbone attivo Binchotan sia efficace?

Probabilmente un po’, si avverte un cambiamento nel gusto, ma stranamente nessuno studio scientifico indipendente lo dimostra, avete detto strano?
Solo le dichiarazioni dei produttori, il che è strano per un prodotto alimentare, che dovrebbe essere controllato prima di essere immesso sul mercato.

Pensate che far bollire il Binchotan sia sufficiente per rigenerarlo?

Questo lo sterilizza, ma non ne rigenera la capacità di adsorbimento, che richiede un forno a 1200°C per sbloccarne i pori e renderlo nuovamente “attivo”. È quindi consigliabile cambiarlo regolarmente, ma nessuno sa quando, né quanto tempo ci vuole per purificare un volume d’acqua. D’altra parte, bollirlo, come alcuni consigliano di fare una volta alla settimana, aumenta comunque di molto la sua impronta di carbonio, quindi sta a voi decidere.

Pensate che il carbone di Binchotan sia economico?

La vera Binchotan proveniente dal Giappone (per una caraffa da 1 litro) costa circa 40€ all’anno, o 200€ ogni 5 anni, il che è certamente più economico delle bottiglie di acqua minerale, ma tutt’altro che gratuito. Il falso, che si può trovare un po’ ovunque, è un po’ più economico, ma potrebbe essere attivato chimicamente con qualche sostanza non proprio fredda, oppure potrebbe essere bruciato male e avere qualche residuo di catrame o altre sorprese poco gradevoli…

Ma quanta acqua posso produrre ogni giorno?

Alcune fonti dicono che l’acqua è perfetta dopo 4 ore (ma cosa ne sanno veramente, senza misurazioni?), cioè un litro al mattino e un litro al pomeriggio, eventualmente un litro in più se si pensa di riempire la caraffa la sera, il che può essere un limite per una famiglia, a meno che non si abbiano due caraffe. Tanto spazio sprecato e tanta manipolazione.

Conclusione: guardatevi intorno, ci sono soluzioni assolute, scientificamente verificate e non più costose, con una reale garanzia di non proliferazione batterica: www.lavie.bio